La Sede del Collegio riceve, su appuntamento, il martedì dalle 17.00 alle 19.00  

 

 

 

 

 

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RINNOVO ORGANI COLLEGIALI 

 

 

presso la Sede del Collegio Interprovinciale di Milano Lodi MonzaBrianza sita in Milano

via Lodovico il Moro  n.  3

 

·        n. 1° convocazione, il giorno 9 novembre alle ore 07.00

·        n. 2° convocazione, il giorno 9 novembre alle ore 08.00

 

Onde evitare la nullità della prima convocazione per mancanza del numero legale, si consiglia vivamente di partecipare esclusivamente alla riunione in seconda convocazione.

 

Le operazioni di voto avranno inizio alle ore 8.00 del giorno 9 novembre 2019  e termineranno alle ore 18.00 dello stesso giorno, ovvero nel diverso termine determinato da un differente inizio delle operazioni di voto. 

 

Si raccomanda di presentarsi all’assemblea muniti di un documento di identità in corso di validità ovvero della Tessera professionale.

 

I Colleghi colpiti da Decreto di Sospensione non potranno partecipare alle votazioni, ovvero fino a comprova dell'avvenuta regolarizzazione della propria posizione amministrativa

 

seguirà nota inviata 

a mezzo Mail Pec

e

a mezzo Raccomandata A.R.

 


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Oggetto: Rinnovo Consiglio Collegio e Consiglio dei Revisori dei Conti - Convocazione Assemblea elettorale
Carisma Collega
Carissimo Collega

Gli organi dello scrivente Collegio locale termineranno il proprio mandato il 14 novembre 2019, ed ai sensi della legge n. 251/86 e successive modificazioni, è necessario svolgere le elezioni per il rinnovo del mandato consiliare.

Pertanto l’assemblea degli iscritti è convocata con il seguente ordine del giorno:

• Elezione del Consiglio del Collegio locale.
• Elezione del Consiglio del Collegio dei Revisori dei Conti (quando previsto).
• Varie.

presso la Sede del Collegio Interprovinciale di Milano Lodi MonzaBrianza sita in Milano - via Lodovico il Moro n. 3

• n. 1° convocazione, il giorno 9 novembre alle ore 07.00
• n. 2° convocazione, il giorno 9 novembre alle ore 08.00

Onde evitare la nullità della prima convocazione per mancanza del numero legale, si consiglia vivamente di partecipare esclusivamente alla riunione in seconda convocazione.

Le operazioni di voto avranno inizio alle ore 18.00 del giorno 9 novembre 2019 e ter
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025-2019_CONSIGLIO_TERRITORIALE_DISCIPLI
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Oggetto: Consiglio territoriale di Disciplina (art. 8 c. 3 DPR 7 agosto 2012 n. 13). Richiesta candidature.
La riforma del sistema professionale ha introdotto diverse modifiche nell’ordinamento dell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati fra le quali quella certamente più rilevante è l’istituzione dei “Consigli territoriali di disciplina”, i nuovi organi che si occuperanno di gestire i procedimenti disciplinari, che vengono così sottratti dalla potestà dei Consigli provinciali, in modo tale da assicurare, anche formalmente, una piena terzietà di giudizio.

Le norme sui “Consigli territoriali di disciplina” sono improntate a garantire la massima partecipazione e pertanto possono liberamente candidarsi a farne parte tutti gli iscritti nell’Albo di Milano Lodi Monza e Brianza con le seguenti caratteristiche:

1. Almeno 5 anni di iscrizione all'8 novembre 2019, data di chiusura della sessione per candidarsi (Art. 3 c. 1 Regolamento disciplinare)
2. Non avere riportato condanne con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione, alla reclusione pe
Modulo-per-candidarsi-Consiglio-discipli
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4 GIUGNO 2018 - CIRCOLARE PUBBLICA

AD INDIRIZZO DI TUTTI GLI ISCRITTI E DI TUTTI GLI ISCRITTI SOGGETTI ALLA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITA 

 

Si richiama sulla nuova formulazione dell’art. 348 del Codice penale, così come modificato dall’art. 12 della legge 3 del 11 gennaio 2018.

 

Il nuovo testo prevede:

  • il forte aumento del periodo massimo di reclusione (che viene elevato da sei mesi a tre anni);
  • l’aggiunta, alla reclusione, di una elevata sanzione pecuniaria (mentre nel precedente articolo la sanzione pecuniaria era alternativa, e non aggiuntiva, alla pena detentiva);
  • il fortissimo aumento della sanzione pecuniaria (il cui minimo passa dai precedenti 103 euro agli attuali 10.000 euro mentre l’importo massimo passa a 516 euro e 50.000 euro);
  • la pubblicazione obbligatoria della sentenza;
  • qualora il soggetto condannato faccia parte di un Albo professionale, la trasmissione obbligatoria della sentenza a questo ultimo per l’applicazione di provvedimenti disciplinari;
  • l’ulteriore inasprimento della pena, sia detentiva che pecuniaria, nei confronti del professionista che induca altri ad incorrere nel reato di esercizio abusivo di attività professionale.

 

Il nuovo testo dell’art. 348 cp, entrato in vigore dal 15 febbraio 2018, è il seguente: “Esercizio abusivo di una professione Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.c. 2229] è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con la multa da euro 10.000 a euro 50.000. La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata. Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l'attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo.”

 

Con il fortissimo inasprimento delle sanzioni penali e -congiuntamente- di quelle pecuniarie, sI è voluto creare un effettivo deterrente all’esercizio abusivo dell’attività professionale, così rafforzando l’importanza dell’appartenenza ordinistica per svolgere determinate attività nonchè la funzione degli Albi professionali.

 

Deve infine essere valutata l’applicabilità del nuovo art. 348 cp anche ai soggetti iscritti in un Albo ma sospesi -per qualunque ragione-; più precisamente se sia da considerarsi “reato penale” l’esercizio di attività professionale da parte di un iscritto all’Albo che abbia a trovarsi in condizione di momentanea sospensione.

 

Per rispondere a tale domanda occorre riferirsi alla “ratio” del citato art. 348 cp, volto a tutelare sia la fede pubblica che l’interesse generale a che determinate professioni vengano esercitate esclusivamente da chi sia in possesso degli specifici -ed elevati- requisiti di competenza tecnica e culturale richiesti dalla legge, e li mantenga nel tempo, insieme a particolari requisiti morali, il cui controllo e verifica sono deputati i rispettivi Albi professionali (da cui ne discende l’obbligatorietà dell’iscrizione).

 

Essendo pacifica la circostanza che l’iscrizione debba essere effettiva ed attuale (cioè nel pieno rispetto di tutte le disposizioni di legge) appare evidente che la sospensione dall’Albo, facendo venir meno il presupposto dell’ attualità dell’iscrizione, impedisce all’iscritto sospeso di esercitare la professione e, nel caso egli la svolga, lo fa incorrere nel reato penale di cui all’art. 348 cp.

 

In questo senso milita anche la giurisprudenza di merito (Corte Suprema di Cassazione penale, sentenza 24 maggio 2007 n. 20439 nonchè sentenza 6 maggio 2014 n. 18745).

 


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